Tipps zum Ueberleben

Dato che per me ormai è assodata l’impossibilità di sopravvivere sana a questa sessione, ma avendo a cuore la questione del ripopolamento mondiale dopo la glaciazione dei fatidici mesi di gennaio e febbraio, vorrei consigliare tre cose che ho imparato in questi giorni di clausura, per uno studio più sereno e consapevole (tutte cose che ovviamente disattendo in modo puntuale).

– L’alienazione dal mondo circostante non aiuta lo studio. Rende nervosi e ipersensibili, le ore non passano mai e la concentrazione, invece di essere, come dice la parola stessa, “concentrata” in tratti di tempo brevi ma intensi, risulta diluita su tutta la giornata e dunque inefficace.

– L’ansia da prestazione deve essere incanalata in grinta nei confronti dello scoglio che si sta per superare, senza tendere a farsi sopraffare. Quando il livello di tensione si innalza, meglio farsi un piantolino, mangiare un bel pezzo di cioccolata, sfogarsi con qualcuno, e poi ricominciare a studiare in modo sereno.

–  Non pensare a tutte le materie restanti, organizzare la sessione in modo accurato per tempo, tante o poche che siano…”andando vedendo”.

Me ne posso andare a letto con la coscienza un po’ più leggera. Notte.

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