La magia del Teatro

Recensione della Serata del 16 gennaio: 40 anni del Teatro

Maria Teresa Santaguida

Versione 2000 battute

Il Teatro è la magia del quotidiano che diventa eterno. Questo è avvenuto in una sera fredda di Milano, dentro un teatro i cui soli colori e odori trasportano in un tempo che non è più quello reale, ma è quello cadenzato della scena, della parola recitata, del dramma. Indietro nel tempo attraverso 40 sperimentazione il 16 gennaio abbiamo partecipato alla magia perenne del Franco Parenti.

Il gioco di prestigio è avvenuto ancora una volta nelle parole dell’Ambleto di Testori proiettato sullo schermo per togliere il fiato a chi era troppo giovane per vederlo dal vivo e anche a chi non si è stancato di vederlo di nuovo: il gioco di prestigio delle parole di quel lombardo-cimbro misto a latino, spagnolo ed inglese: un grammelot più popolare e vero che è stata la lingua del grande Testori, delle atmosfere rabbiose alla Pasolini e dei drammi dei mezzi uomini incendiati di miseria, che ne sono protagonisti. Misero sembra anche un buffet, bellissimo, alla fine dello spettacolo, fatto di prodotti della terra e servito con la generosità di una cascina di campagna, mentre sopra le nostre teste ballerine leggiadre rappresentano l’acqua, ricordando la primordialità degli elementi.

Ma la grande magia è come sempre nelle parole di Andrée Shammah, anima di questo teatro, animata ella stessa dalla vicinanza di chi Franco l’ha conosciuto e amato e da questo teatro è partito: Moni Ovadia ricorda commosso i suoi primi passi, Giole Dix ironizza sulla paura di compiere i suoi, quando, ancora ragazzo, si sentiva inadatto a fare l’attore. Alessandro Haber confessa di essere se stesso solo sul palcoscenico, e per Filippo Timi, il teatro è l’unica possibilità di parola e di vita vera. In sala c’è Gianrico Tedeschi e Philippe D’averio, che da una balconata racconta poi perché il teatro del Pier Lombardo è sperimentazione, nel senso più profondo del termine. Quel teatro di “soffitta”, che recupera gli oggetti in disuso per farne materia nuova, quasi che chi lo fa, come Andrée, fosse una fata, o una strega in grado di raccontare storie nuove con le vecchie bambole di pezza della nonna. Storie sì, finte sì, però a teatro, per usare le parole di Proietti, tutto è finto, ma niente è falso.

 

Versione 500 caratteri

Il Teatro è la magia del quotidiano che diventa eterno. Questo è avvenuto al Franco Parenti il 16 gennaio: durante la proiezione dell’Ambleto di Testori, dove la lingua artificiale di Testori è diventata lingua del popolo e delle sue miserie; durante il buffet fatto di minestre, pane e patate, come la tavola delle vecchie cascine di campagna; durante le testimonianze degli artisti che hanno festeggiato questi quarant’anni raccontando la loro vita quotidiana la cui essenza è il teatro stesso. Andrée Shammah assieme ai vecchi amici, Moni Ovadia, Alessandro Haber, Gianrico Tedeschi, Philippe D’Averio, e ai nuovi, Filippo Timi e Gioele Dix, ha raccontato emozionata la magia di una vita dedicata al palcoscenico. Una magia che avrà futuro grazie alla sua visione, un gioco di prestigio che rende ancora possibile il grande mistero per il quale si può vivere di teatro e vivere il teatro, dove, per dirla come Proietti, “tutto è finto, ma niente è falso”.

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Un commento su “La magia del Teatro

  1. Gi ha detto:

    Versione “poche parole”

    Il Teatro è quello che recito mentre vivo.

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