Sta per piovere…mentre Kyenge si batte per lo ius soli.

STA_PER_PIOVERE_new_Gdi Maria Teresa Santaguida

Cécile Kyenge nuovo ministro per l’Integrazione, medico congolese e attivista di diritti umani, cerca di far passare un concetto banale: chi è nato in Italia è italiano. Lo stesso obiettivo di questo film, “Sta per piovere”, in uscita il 9 maggio, cioè oggi, neanche a farlo apposta. Attore protagonista italiano, Lorenzo Baglioni, nella parte di un ragazzo di origini algerine, Said Mahran, ma nato in Italia e…“dé”, livornese Doc; regista di padre iraqeno e madre italiana e fiorentino fin dalla nascita. Già il cast insomma è tutto un programma se è un italiano a fare la parte di uno straniero e se un regista di “seconda generazione” si definisce, giustamente, assolutamente italiano. Sembra dire che questi confini, queste definizioni che ci diamo per sentirci sicuri, algerino, italiano, iraqeno, livornese, fiorentino…in realtà dicono poco delle persone. Infatti Said è un ragazzo ambizioso, sicuro di sé, motivato e determinato a dimostrare quanto è in gamba: studia Legge all’università e fa il panettiere part-time per mantenersi. Una storia un po’ italiana e un po’ da migrante, ché gli italiani, pure, migranti lo sono sempre stati. Said si colora la faccia di bianco, di rosso e di verde, nell’ordine giusto, quello della bandiera (che molti di noi hanno pure dimenticato) e canta l’inno alle partite della nazionale (che alle scuole elementari le maestre hanno fatto una fatica ad insegnarci anche solo la prima strofa!). Said va avanti, inconsapevole, scontato il suo essere italiano…finché non si sente letteralmente rimbalzare: ingiunzione di espulsione, ritorno in Algeria. Ma espulsione da cosa, da chi? Da un paese che è il tuo per andare in uno in cui non sei mai stato? Il ragazzo reagisce: stampa, magistrati, burocrazia e scopre l’assurdità di una legge retrograda; si trova a riconsiderare la sua identità – riflettendo su un dilemma profondo: rimanere in Italia clandestinamente o partire per l’Algeria con la sua famiglia, aiutandola a ricostruirsi una vita nel paese che ha lasciato trent’anni fa? Al ministro Kyenge, che ha aperto il suo ufficio pronunciando due semplici parole latine, ius soli, sono arrivate raffiche di insulti razzisti e certamente qualche “ingiunzione di espulsione” (eufemismo) come quella arrivata a Said, forse non ufficiale ma certamente non meno perentoria “Kyenge Torna in Congo!” intima Forza Nuova: sospetto, arroganza, alterigia di un’identità di cui qualcuno va persino orgoglioso senza nemmeno essersi mai posto la domanda su cosa significa essere italiani, su quanto lo si è e perché. Quella domanda a cui Said è stato costretto con la forza, e a cui forse ha un risposta più sicura di quella che darebbero molti di noi. La battaglia del ministro Kyenge è prima di tutto una battaglia di civiltà e di progresso. E’ una battaglia di fiducia nel futuro, quella che quest’Italia e quest’Europa hanno perso da ormai troppo tempo arroccandosi sulle loro certezze secolari. Ché andando indietro di solo qualche secolo in più qui, in quest’Italia debole e maltrattata, la legislazione era quasi “americana”, progressista: Roma fece della concessione della cittadinanza attiva il perno della sua forza e della longevità dell’Impero. Una storia che ha cambiato il mondo, che ha stilato il confine vero fra oriente e occidente mai più superato nemmeno in questo mondo globalizzato, ma sul quale anzi abbiamo costruito barricate insormontabili velate di un cinico ed interessato ecumenismo. Il periodo d’oro dell’impero, quello di Traiano e Adriano fu retto da non romani, da stranieri cittadini romani, che amarono e resero grande Roma quanto e più dei romani stessi. Le battaglie di una forza progressista e riformista oggi sono soprattutto queste e non possono essere temperate da vie di mezzo, attenuazioni, concessioni al conservatorismo cieco. Il dovere culturale di sostenere battaglie come questa passa anche dall’informazione, passa anche dall’andare a vedere un film come “Sta per piovere”, stasera al cinema, con il nostro secchio di pop-corn e la nostra coca cola americanissime fra le mani, magari aspirando ogni tanto ad essere un po’ meno italiani e un po’ più americani, algerini, iraqeni anche noi.

http://www.staperpiovere.com/la-storia-2/

http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=12176&url_target=http%3A//www.cinematografo.it/cinematografo_new/s2magazine/moduli/VIDEOGALLERY/index.jsp%3Fitem_selected%3D0_00025213

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Un commento su “Sta per piovere…mentre Kyenge si batte per lo ius soli.

  1. Matteo Cervi ha detto:

    L’ha ribloggato su Ho un'idea nel cuoree ha commentato:
    Bella recensione di Maria Teresa, sul suo blog (Gita al Faro).
    Tra l’altro proprio ieri sera STA PER PIOVERE è stato proiettato a Milano, nell’ambito di Rigenerazioni Sonore, la manifestazione del Comune di Milano | Pari Opportunità sull’integrazione delle seconde generazioni.
    Io non l’ho ancora visto, ma è sicuramente uno degli obiettivi di questa settimana.
    Spero vi piaccia.
    Un abbraccio,
    Matteo

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